Quale capo di governo al mondo, potrebbe esibirsi nella sua ripugnante identità, lasciandosi andare ad una battuta tanto stupida quanto volgare e, ignobilmente, irrispettosa della dignità femminile, nello stesso giorno dei funerali di cinque donne operaie, lavoratrici in nero e senza contratto, morte per meno di 5 euro all’ora? Il nostro, ovviamente, Berlusconi Silvio: un uomo dall’aspetto ridicolo e disgustoso, un disonesto e un bugiardo lacunoso, un governante da patibolo!
Per quanto si possa esagerare nel descrivere, o menzionare, semplicemente, le schifezze della politica, non si rischia mai l’assurdo e l’inverosimile. L’informazione, considerata in larga parte, non è da meno. Giornalisti venduti, corrotti ed incapaci, evitano, accuratamente, di riportare alle cronache il reale malumore generale, temendo una rivoluzione popolare che delegittimi non solo il governo e le istituzioni politiche, ma anche l’opinionismo posticcio intorno al quale si cerca di far concentrare l’attenzione degli italiani.
Berlusconi sta facendo dell’Italia uno dei Paesi più ridicoli e sputtanati al mondo? Fa niente, i grandi pensatori della patria preferiscono raffreddare gli animi, mantenendosi disgustosamente vaghi e ipocritamente attendisti. A nessuno dei privilegiati della nazione, conviene agitare le acque: potrebbero esserne inghiottiti, i bricconi!
Quanto all’inutilità e all’inadegauatezza delle forze politiche di opposizione, vi è da registrare una maniacale ripetitività di analisi, da cui scaturiscono dichiarazioni di una banalità sconcertante che invitano a fare affidamento in una massiccia reazione collettiva.
L’attualità, rischia di passare alla storia come l’epoca dei vigliacchi, dove l’infincardaggine degli intellettuali e del popolo, permette ad circa 700 parlamentari di abusare, oltre ogni misura, di una moltitudine relegata alla miseria e al disagio. In quest’ottica, si auspica il sequestro del Premier, per istituire un processo a suo carico da parte di un Tribunale del Popolo, tra i cui giudici non manchino personalità della cultura ritenute, a giusta causa, oneste. Ormai, è tempo, che il despota con la faccia da pirla, venga messo di fronte alle sue responsabilità, alle sue scelleratezze, alla sua disonestà, alla sua incapacità politica.
Egli, insieme a tanti vermi striscianti che si ritrova tra i piedi, è responsabile delle tristi condizioni di milioni di italiani, della loro infelicità, della loro precarietà e della loro afflizione.
Oltre agli anni di galera da commutargli, sarebbe opportuno quantizzare il danno economico che, egli, con la sua indecente personalità, ha arrecato allo Stato. Pertanto, senza fare violenza ai militari e alla scorta da cui è protetto, occorrebbe che 100.000 volontari lo aspettassero fuori dal palazzo Grazioli per prelevarlo.
Nessuna forza di polizia al mondo e nessun potere potrebbero vietare a 100.000 persone di fare un atto di giustizia tanto necessario.
(oscar nicodemo)






è tempo di un nuovo Dongo e di un nuovo Piazzale Loreto