Il sistema protegge Nicola Cosentino, parlamentare camorrista, e afferma ciò che i maggiori giornali del Paese tacciono: siamo nelle mani di una struttura perversa, messa in piedi da mafia, camorra, massoneria e chiesa. La politica non esiste più, ma nessuno ne parla e ne scrive, essendo tutti i fini pensatori troppo impegnati a raccontare fatti, vicende e risvolti che distolgono l’attenzione dai problemi reali del paese e di chi lo popola.

Le schifezze commesse in serie dalla classe dirigente sono tante e tali da non poter parlare neanche di corruzione delle istituzioni, in quanto gli uomini di Stato non agiscono in nome e per conto di interessi malavitosi, ma sono, loro stessi, da considerarsi pedine fondamentali di un’organizzazione di stampo delinquenziale. Lo Stato si è fatto mafia e camorra, praticando l’illegalità e la criminalità. Pare chiaro abbastanza che non possa auto-processarsi.

Definito da tutti un “partito azienda“, come se perseguisse, esclusivamente e lecitamente, l’interesse del suo capo,  il Pdl non è mai stato indicato, con decisione e avvedutezza, come un veicolo istituzionale di grande importanza strategica di mafiosi e camorristi, pronti a corrompere chiunque e ad acquistare anche il consenso di chi tiene ad essere considerato virtuoso: leghisti e radicali dovrebbero saperne qualcosa. E quando costoro non possono comprare il consenso di chi, miserabilmente, gli si oppone per mestiere, ne comprano il silenzio.

Pertanto, lo Stato, nell’ambito del suo esecutivo, andrebbe considerato come parte integrante di un modello di potere, illegittimo e immorale, che alimenta un’organizzazione che sovrintende alle sue funzioni. I partiti politici della nazione, dunque, costituirebbero niente altro che il mezzo per garantire un regime di falsa democrazia, attraverso la quale esercitare il potere dei clan di privilegio a discapito della moltitudine.

Immagini e foto raccontano di parlamentari festanti che fanno quadrato intorno all’ex sottosegretario Cosentino, abbracciandolo e baciandolo in segno di vittoria. Vittoria su chi e che cosa? Vittoria sul popolo, nemico da sempre e per disposizione (in)naturale delle cose. Vittoria sulla sobrietà, lealtà,  e sofferenza di chi, sgomento, assiste incredulo a tanta assurda balordaggine, seduta impunemente su un trono.

Decretando l’invulnerabilità del deputato casertano, affiliato ai casalesi , il parlamento ha ristretto drasticamente la via democratica della protesta popolare: ora sembra davvero difficile confidare nella legalità per tentare di rovesciare lo status quo. Risulta oltremodo lampante che tempo per il disgusto e lo scoramento non ne rimane. Occorre che il silenzio degli onesti si trasformi in rumore assordante e che, in coscienza, ci si senta tutti potenziali ed ideali “assassini” del criminale Cosentino. Diversamente, ci si dovrebbe rassegnare ad essere sottoposti ad un sistema brevettato per il solo gretto e buffo trionfo della mediocrità, sorretta a dovere da padrini, cardinali e maestri venerabili.

(oscar nicodemo)