Difficile a credersi. Ancora più improbabile che qualcuno abbia scritto un libro con questo titolo. Eppure, la sfida di Nicodemo sembra essere di quelle allettanti, ai limiti dell’assurdo ma interessanti; quasi improponibile ma avvincente. Un tema inargomentabile che si avvale di una narrazione logica, al di là di ogni verità, poiché le parole, talvolta, disegnano la realtà più impensabile, rovesciando quella più apparente.
E tra una fantomatica intervista che sembra perfettamente “sbobinata” e un diario tanto inverosimile da apparire autenticamente (non)falso, emerge una personalità dall’insospettabile doppiezza. Un personaggio reale, dunque, come Emilio Fede, popolare giornalista televisivo, diventa, in questo testo, un puro personaggio di fantasia, senza allontanarsi mai, irrimediabilmente, da una realtà tutto sommato possibile. Emilio Fede compare qui come un nemico di Berlusconi senza mai tradire la veridicità del personaggio “letterario”.
Se è vero che la televisione è falsità al suo stato più degenerativo, tutti, una volta acceso quel mezzo, dobbiamo essere pronti all’inganno. Pertanto, l’autore, portando Fede fuori dal video, lo spoglia dei suoi trucchi, gli conferisce un’immagine più genuina e lo trasforma, con dichiarata creatività, in una persona con una intelligenza e una sensibilità diverse da quelle che egli abitualmente manifesta. Naturalmente, il libro non presenta la pretesa di convincere che il vero Emilio Fede sia quello raccontato tra le sue pagine. La sfida è: si può escluderlo, senza ombra di dubbio?
“Il disprezzo dell’adulatore”
Cinque ragioni per cui leggere il libro
1) L’argomento del testo è di interesse generale: esso riguarda l’uomo più potente e popolare d’Italia, Silvio Berlusconi attraverso le “confidenze” straordinariamente false di colui che tutti indicano come il suo adepto più leale, Emilio Fede.
2) Il testo è un onesto e sano esempio di satira politica e sociale, che segue uno schema narrativo e letterario d’immediata lettura.
3) Il testo contiene una provocazione interessante: ciò che è ben argomentato può assumere sembianze di verità, o, semplicemente, suscitare dei dubbi su quella più apparente.
4) Il testo alterna fasi del tutto imprevedibili, legate tra loro da una logica, ma non da una consequenzialità.
5) La forma del testo si presta, sin da subito, ad una lettura piacevole che definisce uno stile piuttosto originale.






Letto